“Grant Morrison. La vita e le opere”: recensione su “AF News”

Nico Vassallo, giurato del Premio Franco Fossati 2020, ha redatto delle schede di lettura di tutte le opere in gara. Ad assegnazione del premio avvenuta, gli interventi sono stati pubblicati in rete nel sito AF News.

Trascrivo il commento al mio Grant Morrison. La vita e le opere:

La vita, le sue personali esperienze (ad iniziare dalla sua famiglia) e i temi principali delle opere del grande fumettista. Lo sceneggiatore di opere straordinarie di Batman, Superman, The Invisibles, New X-Men, ha traghettato nel futuro il fumetto. Un’altra mente proteiforme che ha affiancato la sua attività di sceneggiatore di fumetti a quella di drammaturgo, sceneggiatore di videogiochi e telefilm, saggista, musicista e autore di narrativa. Morrison corrobora la mia idea che un fumettista, porta il linguaggio del fumetto in altre dimensioni, in altri campi della cultura (popolare o meno), in lande spesso sconosciute dove il fumetto stesso funziona come una bussola che non si guasta mai.

Crebbe in Scozia, con la paura della bomba nucleare, condizionato dall’attivismo dei suoi genitori e questa paura se l’è portata dentro i suoi lavori. Iniziò presto, a 14 anni realizzò il suo primo fumetto Monad di 25 pagine. Poi, non si è più fermato. Già nella prima metà degli anni ’80, Morrison decise di circoscrivere la sua attività al campo della sceneggiatura perché non riteneva di essere in grado di disegnare come i professionisti. Lavorò per il fumetto britannico, con tre storie brevi per la rivista Doctor Who Magazine e collaborò con varie riviste come Action Force e, soprattutto, 2000 AD, la più prestigiosa rivista del fumetto britannico, dove ebbe la possibilità di creare personaggi e storie tutte sue, tra cui Zenith (una serie supereroistica dall’impostazione realistica). Nel 1986, la DC Comics che cercava in Inghilterra sceneggiatori di talento, scoprì Morrison. In seguito, questo “saccheggio” di talenti inglesi fu denominato come British Invasion (un po’ come successe ai musicisti negli anni sessanta). Morrison realizzò brevi storie di Flash e della Justice League, un fumetto di Batman e due numeri di Hellblazer. Ma la svolta fu il successo di vendite straordinario di Ackham Asylum nel 1989. Lo sceneggiatore, ormai famosissimo, cominciò ad apparire anche nelle pagine dei suoi fumetti, come una sorta di metanarrazione. Una buona parte di questo libro, Siviero, la dedica all’amore- odio tra Morrison e Alan Moore, l’autore di Watchmen. Altro incontro, molto proficuo, fu quello con Mark Millar (esemplare il loro sodalizio in Swamp Thing, per la linea Vertigo della DC Comics). Per la Vertigo pubblicò The Invisibles, dove Morrison intrecciò il fumetto con le pratiche magiche che portava avanti da 15 anni. La passione per la magia non lo abbandonò mai e che ebbe forti ripercussioni nella scrittura dei fumetti. In questo saggio originale l’influenza dei fatti della vita ebbero effetti reali sulla sua opera. Il matrimonio, la morte del padre, l’animalismo, le droghe, rielaborarono i suoi personaggi o produssero personaggi originali. L’originalità e l’abilità narrativa di Luigi Siviero sono indubbie. Rimanendo nascosto, gioca a citare, nella narrazione, interviste, lettere, frasi sia di Morrison che dei suoi amici, dei suoi committenti e questo “trucco del mestiere” consente una lettura facilitata ed appassionante.

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